{"id":1592,"date":"2016-06-10T08:57:09","date_gmt":"2016-06-10T06:57:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/?p=1592"},"modified":"2016-06-10T08:57:09","modified_gmt":"2016-06-10T06:57:09","slug":"the-cool-couple-caos-strisciante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/the-cool-couple-caos-strisciante\/","title":{"rendered":"The Cool Couple &#8211; Il caos strisciante"},"content":{"rendered":"<p><em>Con questo intervento di The Cool Couple si chiude la serie dedicata a Camera con Vista 2016, e ringrazio qui la disponibilit\u00e0 di tutti a mettere qui a disposizione le loro riflessioni.<br \/>\nIl duo formato da Niccol\u00f2 Benetton e Simone Santilli ci offre un contributo importante, per profondit\u00e0 e significato. The Cool Couple ci permette, con questo testo dalla struttura fortemente saggistica, di entrare in quelle stanze che raramente ci \u00e8 dato di visitare: le fucine, anche un po&#8217; caotiche e magmatiche nonostante gli sforzi di tenerle in ordine, dove si forgiano i pensieri e le ragioni che portano a realizzare, successivamente, dei lavori. The Cool Couple ci offre qui proprio questo: una studio visit mentale che ci permette di assaggiare i riferimenti, i processi di raccolta d&#8217;indizi che sfociano poi nei lavori che in molti sempre pi\u00f9 apprezzano.<br \/>\nNon \u00e8 semplice tuffarsi in questi flussi di pensiero: segnali alti e bassi si incrociano continuamente, collegamenti spiazzanti ci portano qua e l\u00e0 come durante una navigazione un po&#8217; agitata, ed \u00e8 evidente e riconoscibile l&#8217;influsso della pratica del web, perfino quando i riferimenti sono librari.<br \/>\nIn questi giorni di giugno chiudono le scuole, e The Cool Couple ci lascia i compiti per le vacanze, con un sacco di cose interessanti da studiare: grazie, cercheremo di approfittarne. E non temiamo il complicato: come ebbe a dire Carlo Emilio Gadda, <\/em>L&#8217;occhio deve prepararsi aperto: se lo chiuderete per paura del difficile, vedrete le vene della vostra palpebra, e soltanto quelle.<\/p>\n<div id=\"attachment_1672\" style=\"width: 760px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/TheCoolCouple.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1672\" class=\"wp-image-1672 size-large\" src=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/TheCoolCouple-750x500.jpg\" alt=\"TheCoolCouple\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/TheCoolCouple-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/TheCoolCouple-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/TheCoolCouple-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/TheCoolCouple.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1672\" class=\"wp-caption-text\">Niccol\u00f2 Benetton &#8211; Simone Santilli, The Cool Couple<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Death seed blind man&#8217;s greed<br \/>\nPoets&#8217; starving children bleed<br \/>\nNothing he&#8217;s got he really needs<br \/>\nTwenty first century schizoid man.<br \/>\n<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-lWAhwGPilU\" target=\"_blank\">King Crimson, <em>21st century schizoid man<\/em><\/a>)<\/p>\n<p>Forse abbiamo raggiunto una massa critica. Il futuro prossimo non \u00e8 roseo. Dal 2008, non possiamo pi\u00f9 ignorare il flusso di instabilit\u00e0 e cambiamento che si \u00e8 manifestato nelle sfere apparentemente distinte della \u201cNatura\u201d e della \u201cSociet\u00e0\u201d, accompagnato dalla proliferazione di un vero e proprio linguaggio della crisi (energetica, finanziaria, occupazionale, climatica, alimentare\u2026) che alimenta l\u2019incertezza a proposito di questo periodo storico<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a>.<br \/>\nIn casi simili, \u00e8 ipocrita nascondere il fatto che ci sentiamo importanti (certo, non c\u2019eravamo quando l\u2019uomo \u00e8 sbarcato sulla Luna, ma un po\u2019 di cose degne di nota le abbiamo viste: l\u2019attacco alle Torri Gemelle, il collasso della Lehman Brothers, l\u2019assassinio di Osama Bin Laden, e poi, rarissimo, il mondiale azzurro del 2006). Del resto, non si prova una sensazione stupenda a poter dire: \u201cL\u2019ho visto con i miei occhi!\u201d?<br \/>\nSar\u00e0 perch\u00e9 ci avviciniamo alla maturit\u00e0 intellettuale, ma surfare sulla cresta dell\u2019onda della storia ci mette un po\u2019 a disagio. Il retrogusto di questa novit\u00e0, del fatto che probabilmente siamo testimoni di qualcosa di inedito, \u00e8 quello di uno scollamento tra il mondo e gli strumenti cognitivi con cui cerchiamo di comprenderlo. Siamo presi tra violente astrazioni. Troppa realt\u00e0 viene concettualizzata per essere compresa, lottizzata, pubblicizzata o semplicemente descritta e, parallelamente, tutta questa astrattezza \u00e8 reale. \u00c8 come se si fosse rotto un condotto e una sorta di greggio si stesse riversando nella nostra vita. Una marea in cui non galleggiano solo le immagini che produciamo ogni giorno, ma tutto il bagno di dati &#8211; indifferenti al tempo, allo spazio, in altre parole a noi &#8211; in cui siamo immersi.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>All that information &#8211; all that information capacity &#8211; looms over us, not quite visible, not quite tangible, but awfully real; amorphous, spectral; hovering nearby, yet not situated in any one place. Heaven must once have felt this way to the faithful.<br \/>\n<\/em>James Gleick, in <a href=\"http:\/\/www.sternberg-press.com\/?pageId=1489\" target=\"_blank\">Metahaven, <em>Black Transparency<\/em>, Sternberg Press, Berlino 2015<\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Una volta c\u2019era Internet e ci chiedevamo se e quanto ampia fosse la dicotomia che creava con il mondo fisico. Oggi la Rete \u00e8 penetrata ovunque, negli oggetti, negli ambienti, nelle forme di vita, e queste stesse distinzioni non sono pi\u00f9 cos\u00ec chiare. Potremmo dire, con parole nostre, che non \u00e8 pi\u00f9 possibile osservare<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a>. Eppure, sembra che in qualche momento della storia recente la nostra societ\u00e0 si sia ristrutturata attorno alla visione, <a href=\"http:\/\/www.prismomag.com\/no-respite-isis-videogame\/\" target=\"_blank\">contraddicendo<\/a> apparentemente molto di quanto detto finora.<\/p>\n<div id=\"attachment_1604\" style=\"width: 760px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/01def.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1604\" class=\"wp-image-1604 size-large\" src=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/01def-750x469.jpg\" alt=\"Il rigore di Grosso in Italia - Francia, finale dei Campionati Mondiali di Calcio del 2006, riconosciuto pi\u00f9 volte per il suo valore di \u201corgasmo calcistico\u201d. L\u2019epicit\u00e0 di questo match \u00e8 dovuta anche alla celebre \u201ctestata di Zidane\u201d, che ci ricorda come, a volte, grandi opere d\u2019arte siano dedicate alle persone sbagliate.\" width=\"750\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/01def-750x469.jpg 750w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/01def-450x282.jpg 450w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/01def-768x481.jpg 768w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/01def.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1604\" class=\"wp-caption-text\">Il rigore di Grosso in Italia &#8211; Francia, finale dei Campionati Mondiali di Calcio del 2006, riconosciuto pi\u00f9 volte per il suo valore di \u201corgasmo calcistico\u201d. L\u2019epicit\u00e0 di questo match \u00e8 dovuta anche alla celebre \u201ctestata di Zidane\u201d, che ci ricorda come, a volte, grandi <a href=\"https:\/\/www.guggenheim.org\/artwork\/17581\" target=\"_blank\">opere d\u2019arte<\/a> siano dedicate alle persone sbagliate.<\/p><\/div>\n<p>Vorremmo dunque condividere alcune riflessioni sullo stato della fotografia, sull\u2019immagine, sullo sguardo nel presente e forse nel prossimo futuro: si tratta del primo tentativo di formalizzare la ricerca di un nuovo progetto, che speriamo veda presto la luce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.vox.com\/2016\/6\/1\/11787262\/blade-runner-neural-network-encoding\" target=\"_blank\"><em>A guy trained a machine to &#8220;watch&#8221; Blade Runner. Then things got seriously sci-fi.<\/em><\/a><\/p>\n<p>Un paio di anni fa, in occasione di <a href=\"http:\/\/www.generazionecritica.it\/\" target=\"_blank\"><em>Generazione Critica<\/em><\/a>, una due giorni di incontri sulla fotografia organizzata a Modena da Marcella Manni e Luca Panaro, sollevammo il problema di rivedere la terminologia con cui ci riferiamo alla fotografia. \u00c8 ancora necessario parlare di punctum, tracce, essenza, ontologia, novit\u00e0, realt\u00e0 vs. messa in scena, digitale vs. analogico, vita, morte, zombie, oppure possiamo muovere un passo avanti appoggiandoci a ormai alcuni decenni di contributi sull\u2019argomento? La domanda era in parte provocatoria: non era nostra intenzione svalutare linee di ricerca e approcci differenti per legittimare la nostra posizione. Semplicemente, cercavamo di dar voce a quello che continuavamo a ripetere insieme agli artisti e ai curatori che frequentiamo.<br \/>\nSe la fotografia \u00e8 un\u2019abitudine collettiva (riprendiamo e modifichiamo leggermente qui l\u2019idea di \u201cfotografia come pratica collettiva\u201d coniata da Francesco Jodice), un gesto automatico e acritico, un atto spontaneo che ci rende produttori e vettori di informazione, allora possiamo pensare che esista solo come un insieme di relazioni<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_1605\" style=\"width: 760px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/02def.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1605\" class=\"wp-image-1605 size-large\" src=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/02def-750x422.jpg\" alt=\"Immaginario metabolizzato dal cinema, a sua volta rimasticato dai robot. Algoritmi che digeriscono immagini di Mad Max: Fury Road e restituiscono simil-cover di Sgt. Pepper\u2019s Lonely Art Club Band dei Beatles. Immagine postata su Twitter da: @GoddoSukoupion\" width=\"750\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/02def-750x422.jpg 750w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/02def-450x253.jpg 450w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/02def-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/02def.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1605\" class=\"wp-caption-text\">Immaginario metabolizzato dal cinema, a sua volta rimasticato dai robot. Algoritmi che digeriscono immagini di Mad Max: Fury Road e restituiscono simil-cover di Sgt. Pepper\u2019s Lonely Art Club Band dei Beatles. Immagine postata su Twitter da: @GoddoSukoupion<\/p><\/div>\n<p>Detta con la teoria dei quanti, suonerebbe cos\u00ec: dobbiamo abbandonare l\u2019idea che la fotografia abbia delle propriet\u00e0 intrinseche per riconoscere che essa ha un potenziale non completamente definito, che si sviluppa solo nell\u2019interazione con un sistema appropriato.<br \/>\nQuesta prospettiva \u00e8, in prima battuta, un invito a lasciare che la fotografia si acclimati nel sistema dell\u2019arte &#8211; con tutte le conseguenze del caso. Una volta per tutte, senza ripensamenti, consideriamola un \u201cmestiere\u201d nel senso in cui parliamo di pittura, scultura, incisione e via dicendo<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a>. In secondo luogo, per descrivere cos\u2019\u00e8 la fotografia su un piano concettuale suggeriamo di adottare la parola \u201cimmagine\u201d. Non siamo certo nella posizione di coniare neologismi e non intendiamo farlo, per\u00f2 \u201cfotografia\u201d \u00e8 un termine che provoca non poca confusione.<br \/>\nGran parte delle immagini oggi assomiglia o ricorda fotografie. Il loro comportamento, tuttavia, rende ardua una vera e propria descrizione. Ci sfuggono tra le dita, continuano a cambiare stato, trasmigrando su supporti radicalmente diversi e, oltre un certo livello di ingrandimento, evaporano in sequenze di codice, mescolandosi a miliardi di altri pacchetti di dati.<\/p>\n<div id=\"attachment_1606\" style=\"width: 760px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/03def.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1606\" class=\"wp-image-1606 size-large\" src=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/03def-750x500.jpg\" alt=\"La performance delle immagini si misura anche in base alla loro capacit\u00e0 di trasportare dati. Greg McNevin combina lunghe esposizioni notturne a un misuratore Geiger dotato di led per restituire visivamente il livello di radiazione in diversi luoghi colpiti da disastri nucleari. Copyright: Greg McNevin.\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/03def-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/03def-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/03def-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/03def.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1606\" class=\"wp-caption-text\">La performance delle immagini si misura anche in base alla loro capacit\u00e0 di trasportare dati. Greg McNevin combina lunghe esposizioni notturne a un misuratore Geiger dotato di led per restituire visivamente il livello di radiazione in diversi luoghi colpiti da disastri nucleari. Copyright: <a href=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/international\/en\/news\/Blogs\/nuclear-reaction\/chernobyl-fukushima-radiation-light-painting\/blog\/56178\/\" target=\"_blank\">Greg McNevin<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>Possiamo comprendere le immagini come nodi iperattivi in una rete: se esistono, lo fanno come relazioni o flussi<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup><sup>[5]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Data, sounds, and images are now routinely transitioning beyond screens into a different state of matter.<\/em> <em>They surpass the boundaries of data channels and manifest materially. They incarnate as riots or products, as lens flares, high-rises, or pixelated tanks. Images become unplugged and unhinged and start crowding off-screen space. They invade cities, transforming spaces into sites, and reality into realty. They materialize as junkspace, military invasion, and botched plastic surgery. They spread through and beyond networks, they contract and expand, they stall and stumble, they vie, they vile, they wow and woo.<br \/>\n<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.e-flux.com\/journal\/too-much-world-is-the-internet-dead\/\" target=\"_blank\">Hito Steyerl, <em>Too much world. Is the Internet dead?<\/em>, \u201cE-flux Journal #43, 11\/2013<\/a>)<\/p>\n<p>Durante la Primavera Araba si parlava di democratizzazione dei mezzi di produzione visiva: assistevamo in diretta allo spettacolo del potere delle immagini amplificato dalla circolazione in Rete. Negli stessi anni venivano perfezionati e resi accessibili anche altri servizi: una specie di IOT (Internet Of Things) per le immagini, che potremmo chiamare IOT (Images On Things). Abbiamo misurato la potenza delle nostre connessioni con esse, in una rincorsa verso la migliore qualit\u00e0 e il minor tempo di scambio. Cos\u00ec fotografie, meme, still da video, fotomontaggi e via dicendo generano modelli e stampe 3D, cuscini, tazze, piatti, coperte, grafiche per mezzi pubblici, e la lista potrebbe andare avanti ancora molto, soprattutto se includiamo gli apparati non direttamente collegati alla vista ma che idealmente dovrebbero sostituirla (dai radar agli assistenti di manovra)<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup><sup>[6]<\/sup><\/sup><\/a>. Come scrive Hito Steyerl, la visione si riversa nella realt\u00e0.<br \/>\nQualche anno fa, l\u2019idea di abitudine collettiva ci spinse a ipotizzare diversi scenari, ispirati dalle pi\u00f9 recenti evoluzioni tecnologiche e dalla percezione che il presente stesse pigiando a tavoletta sul pedale dell\u2019acceleratore. Fedeli alla vecchia massima di J.G. Ballard per cui basta mettere un po\u2019 sotto stress la realt\u00e0 per tirarne fuori il succo, ipotizzammo allora che la fotografia sarebbe presto tornata alle origini: un fenomeno naturale, la semplice interazione di leggi ottiche e reazioni chimiche (in questo caso elettromagnetiche) nella tecnosfera<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup><sup>[7]<\/sup><\/sup><\/a>. Immaginavamo individui, forme di vita e tecnologie, equipaggiati con dispositivi che avrebbero registrato autonomamente e incessantemente. La fotografia sarebbe stata \u201csolo\u201d una questione di accesso: un cloud, onnipresente, una sorta di memoria esterna dalla quale richiamare la soggettiva di un dato istante.<br \/>\nAvevamo in mente, tra gli altri, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hyperion_%28Simmons_novel%29\" target=\"_blank\"><em>Hyperion <\/em>di Dan Simmons<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EM5MzCAZ3OY\" target=\"_blank\"><em>The Final Cut<\/em><\/a>, un film con Robin Williams, in cui l\u2019attore recita la parte del montatore in una societ\u00e0 futura: il suo lavoro \u00e8 una specie di servizio fornito dalle agenzie di pompe funebri, che alla morte di una persona realizzano un cortometraggio con i momenti salienti della vita del defunto, dal suo punto di vista. Il film ipotizza che ogni individuo sia dotato di protesi retiniche per la ripresa fotografica e di un disco rigido sottocutaneo.<br \/>\nPoco tempo dopo i nostri trip fantascientifici \u00e8 uscita la serie tv <em>Black Mirror <\/em>e una puntata dipingeva proprio questo futuro. Se poi pensiamo che recentemente la Samsung ha brevettato delle lenti a contatto che permettono di <a href=\"http:\/\/europe.newsweek.com\/samsungs-smart-contact-lenses-let-you-blink-take-photo-445425?rm=eu\" target=\"_blank\">scattare fotografie con un battito di palpebre<\/a> oppure che \u00e8 stato scoperto il <a href=\"http:\/\/www.sciencealert.com\/scientists-have-figured-out-how-to-store-digital-images-in-dna\" target=\"_blank\">modo di salvare immagini nel DNA<\/a>\u2026<br \/>\nLa realt\u00e0 ha smesso di pestare sull\u2019acceleratore per attaccare il NOS, in pieno stile <em>Fast and Furious<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>The idea of photography becoming democratized is a really interesting concept. We&#8217;re actually more subject to the way we&#8217;re told how to take photographs, what kind of photographs we can take and even how we&#8217;re able to share them. We can&#8217;t do anything we want<\/em><em>,<\/em><em> we are still subject to the devices that are provided to us<\/em><em>.<br \/>\n<\/em>(<a href=\"http:\/\/wuwm.com\/post\/future-perfect-penelope-umbrico-and-photography-digital-age#stream\/0\" target=\"_blank\">Penelope Umbrico<\/a>)<\/p>\n<p>Abitiamo in ecosistemi di schermi, interfacce fondamentali per la nostra esperienza e comprensione del mondo. In questo senso, dire che la vista \u00e8 il pi\u00f9 importante dei cinque sensi oggi pu\u00f2 suonare banale. Ripetiamo comunque il concetto, riformulandolo: la vista \u00e8 il senso privilegiato del XXI secolo. Lo sguardo pu\u00f2 essere indirizzato, influenzato, distratto, abbagliato. Possiamo anche nasconderci, sostenendo che siamo disorientati dall\u2019incapacit\u00e0 di filtrare l\u2019incalcolabile quantit\u00e0 di immagini da cui siamo sommersi.<\/p>\n<div class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 760px;\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"margin: auto; display: block;\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gR3lXEH80Nw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Nella logica del filtro esistono dati utili e scarti. Il filtro si interpone tra noi e l\u2019oggetto della ricerca. Si interpone tra l\u2019occhio e il mondo. Uncanny Valley e\u0300 un breve cortometraggio di fantascienza del 2015, scritto e diretto da Federico Heller.<\/p>\n<\/div>\n<p>Ma siamo davvero inermi di fronte a tutto questo? Il filosofo francese <a href=\"http:\/\/muse.jhu.edu\/issue\/2225\" target=\"_blank\">Jacques Ranci\u00e8re ribaltava questa prospettiva<\/a> suggerendo che dovremmo chiederci cosa viene sottratto alla fonte di questo flusso. Instillava il dubbio circa l\u2019esistenza di una rimozione, di aree oscure, zone d\u2019ombra, riassumendo il tutto con una tipica espressione della polizia: \u201cCircolare! Qui non c\u2019\u00e8 nulla da vedere\u201d.<br \/>\nLa relazione quotidiana tra individui, collettivit\u00e0 e immagini \u00e8 il campo di studi della cultura visuale, una disciplina al crocevia tra diverse materie, sorta all\u2019inizio degli anni Novanta. Nicholas Mirzoeff, uno dei suoi maggiori esponenti, sostiene che essa coinvolge le cose che vediamo, il modello mentale che ci dice in che modo vedere e ci\u00f2 che facciamo come risultato. Una cultura visuale \u00e8 la relazione tra il visibile e i nomi che assegnamo a ci\u00f2 che vediamo. Ci\u00f2 che non \u00e8 visibile si comporta come la materia oscura in astrofisica: \u00e8 fondamentale al funzionamento del sistema.<\/p>\n<div id=\"attachment_1607\" style=\"width: 760px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/04def.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1607\" class=\"wp-image-1607 size-large\" src=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/04def-750x503.jpg\" alt=\"Cogliere le disfunzioni, le fessure nella rappresentazione che diventano crepe del reale. Copyright Juliet Eldred.\" width=\"750\" height=\"503\" srcset=\"https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/04def-750x503.jpg 750w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/04def-450x302.jpg 450w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/04def-768x515.jpg 768w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/04def.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1607\" class=\"wp-caption-text\">Cogliere le disfunzioni, le fessure nella rappresentazione che diventano crepe del reale. Copyright: <a href=\"http:\/\/www.julieteldred.com\/#\/postcards-from-the-void\/\" target=\"_blank\">Juliet Eldred<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>Poich\u00e9 l\u2019immagine del mondo (world-view) \u00e8 una questione di punti di vista e consiste in ci\u00f2 che sappiamo e abbiamo gi\u00e0 esperito, \u00e8 nell\u2019interesse di una serie di istituzioni e poteri <a href=\"https:\/\/www.penguin.co.uk\/books\/196428\/how-to-see-the-world\/\" target=\"_blank\">tentare di plasmare questa vista<\/a>.<br \/>\nA noi piace formulare il problema in questi termini: la gestione del limbo tra visibilit\u00e0 e invisibilit\u00e0 \u00e8 una forma di esercizio del potere. Rendere visibile\/invisibile, mantenere visibile\/invisibile, accentuare la visibilit\u00e0\/l\u2019invisibilit\u00e0. Ognuna di queste coppie richiama diversi esempi: dalla criminalizzazione dei flussi migratori alla segregazione razziale, dal movimento Occupy a Wikileaks, dalla sorveglianza ai dispositivi di riconoscimento facciale, dai sistemi di trasporto marittimo alle catene del freddo, dai data center al palinsesto di un telegiornale, dalle <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Information_cascade\" target=\"_blank\">information cascades<\/a> a Spotify.<br \/>\nAggiungiamo a questo quadro alcune brillanti intuizioni della cultura visuale, entrando nel discorso sulla biopolitica, e riconosciamo che lo sguardo \u00e8 politico, o meglio, pu\u00f2 nuovamente esserlo<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a>. Non possiamo limitarci solo ad assistere agli eventi, come siamo educati a fare, ma \u00e8 nostro diritto disobbedire laddove siamo spinti a non vedere<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a>. Non \u00e8 un caso che Mirzoeff abbia proposto di trasformare la cultura visuale in \u201cvisual activism\u201d, abbandonando la dimensione esclusivamente accademica per sviluppare nuove pratiche del vedere sul campo. La sfida \u00e8 porre la vista al centro di una controcultura che la impugni come strumento di dissenso con cui indagare le crepe di una realt\u00e0 apparentemente liscia, in cui siamo sempre pi\u00f9 invitati a partecipare senza conoscere le conseguenze del nostro coinvolgimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>how to speak of it<br \/>\nthis thing that doesn\u2019t rhyme<br \/>\nor pulse in iambs or move in predictable ways<br \/>\nlike lines<br \/>\nor sentences<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>how to find the syntax<br \/>\nof this thing<br \/>\nthat rides the tides<br \/>\nand moves with the tides and under the tides<br \/>\nand through the tides<br \/>\nand has an underbelly so deep and wide<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(<a href=\"https:\/\/courses.marlboro.edu\/pluginfile.php\/44120\/mod_page\/content\/2\/St%20Germain%20Midnight%20Oil.pdf\" target=\"_blank\">Sheryl St. Germain, <em>Midnight Oil<\/em>, pdf<\/a>)<\/p>\n<p>Qualcosa \u00e8 davvero cambiato. Siamo proiettati verso il futuro mentre una crisi che ci riguarda tutti si espande a macchia d\u2019olio. La sua peculiarit\u00e0, in questo caso, \u00e8 che sembra andato in tilt il rapporto soggetto-oggetto. Se ci sembra impossibile orientarci \u00e8 perch\u00e9 avvertiamo i primi effetti di un cambiamento radicale, ben riassunto dalla domanda che John Palmesino poneva in occasione del primo incontro di <a href=\"http:\/\/www.belligerenteyes.com\/\" target=\"_blank\"><em>Belligerent Eyes<\/em><\/a>, alla Fondazione Prada di Venezia: gli esseri umani si sono sempre considerati gli attori sulla scena, ma cosa accade quando lo sfondo inizia ad agire per conto proprio?<br \/>\nPortando la questione ben al di l\u00e0 dell\u2019ambito urbanistico in cui era sorta, intercettiamo la filosofia della OOO (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Object-oriented_ontology\" target=\"_blank\">Object Oriented Ontology<\/a>), di cui \u00e8 esponente, tra gli altri, Timothy Morton. In uno dei suoi ultimi libri, <a href=\"http:\/\/www.upress.umn.edu\/book-division\/books\/hyperobjects\" target=\"_blank\"><em>Hyperobjects. Philosophy and Ecology after the end of the world<\/em><\/a>, descrive la situazione presente in questi termini. Da circa tre secoli stiamo lasciando tracce permanenti sulla Terra, in particolare dalla Seconda Guerra Mondiale. Per la prima volta, nei sedimenti geologici, rimarr\u00e0 un\u2019impronta della nostra attivit\u00e0 sotto forma di radiazioni, fossili di animali estinti, tecnofossili, rimescolamenti della composizione della crosta terrestre\u2026 In altre parole, abbiamo inaugurato una nuova era geologica che, molto modestamente, ci siamo intitolati: l\u2019Antropocene. Fin qui, non dovremmo aver detto niente di nuovo.<\/p>\n<div id=\"attachment_1608\" style=\"width: 760px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/05def.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1608\" class=\"wp-image-1608 size-large\" src=\"http:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/05def-750x500.jpg\" alt=\"Iperoggetti sono anche le perdite di greggio: in questo caso una foto ritrae il disastro della Deepwater Horizon nel 2010. Fossile poliedrico che abbiamo sottratto alla Terra per farne una costante della nostra vita, il petrolio \u00e8 una sorta di macchina del tempo che diventa risorsa. Gli iperoggetti sono potentemente estetici: creano o alterano canoni visivi. Il disastro ambientale \u00e8 un ponte tra carte marmorizzate, glitch e biologia. \u00c8 fuori e dentro di noi. Copyright: Daniel Beltr\u00e0.\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/05def-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/05def-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/05def-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lucandreoni.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/05def.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1608\" class=\"wp-caption-text\">Iperoggetti sono anche le perdite di greggio: in questo caso una foto ritrae il disastro della Deepwater Horizon nel 2010. Fossile poliedrico che abbiamo sottratto alla Terra per farne una costante della nostra vita, il petrolio \u00e8 una sorta di macchina del tempo che diventa risorsa. Gli iperoggetti sono potentemente estetici: creano o alterano canoni visivi. Il disastro ambientale \u00e8 un ponte tra <a href=\"http:\/\/bumbumbum.me\/2010\/12\/06\/vintage-19th-c-marbled-paper\/\" target=\"_blank\">carte marmorizzate<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.brian-vu.com\/newguilt\/ultfb99qnfh946ydpbw9ilvz4idggu\" target=\"_blank\">glitch<\/a> e <a href=\"http:\/\/organovo.com\/science-technology\/bioprinted-human-tissue\/architecturally-correct-tissue\/\" target=\"_blank\">biologia<\/a>. \u00c8 fuori e dentro di noi. Copyright: <a href=\"http:\/\/danielbeltra.photoshelter.com\/portfolio\/G0000N9uDgKewQWk\/I0000gJy_ZNMJQN8\" target=\"_blank\">Daniel Beltr\u00e0<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>L\u2019unico inconveniente di aver creato quella che a nostro avviso \u00e8 una delle pi\u00f9 grandiose opere di land art di sempre \u00e8 il quesito di Palmesino: lo sfondo naturale che da Kant in poi abbiamo considerato inerte risorsa per l\u2019accumulazione capitalistica, o scenografia per le nostre gesta, ha improvvisamente iniziato a vivere di vita propria.<br \/>\nFa parte di questo risveglio la comparsa di entit\u00e0 che mandano in crisi i nostri sensi e i nostri sistemi di riferimento, costituendo un\u2019ardua sfida epistemologica. Vi siamo immersi e non riusciamo a scrollarcele di dosso per guardarle bene. Morton le chiama Iperoggetti e le definisce \u201cthings that are massively distributed in time and space relative to humans\u201d. Sono \u201ciper\u201d in relazione ad altre entit\u00e0, rispetto alle quali possiedono sempre 1+n dimensioni: ci\u00f2 le rende incomprensibili e portatrici della fine del mondo<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup><sup>[10]<\/sup><\/sup><\/a>.<br \/>\nUno degli esempi pi\u00f9 comuni di Iperoggetto \u00e8 il riscaldamento globale che, lungi dall\u2019essere un concetto, esiste concretamente, ma \u00e8 talmente vasto e complesso che non possiamo vederlo. Le sue manifestazioni (piogge acide, disastri naturali, anomalie climatiche) non ci aiutano nella sua comprensione. Possiamo ipotizzare sistemi a pi\u00f9 dimensioni del nostro o tracciare schemi che ne isolano alcune caratteristiche, ricorrendo sempre a potentissimi reti di calcolatori che processano inconcepibili quantit\u00e0 di dati. <a href=\"http:\/\/motherboard.vice.com\/read\/the-dominant-life-form-in-the-cosmos-is-probably-superintelligent-robots?utm_source=mbfb\" target=\"_blank\">Solo tramite il disumano possiamo avvicinarci a una vaga comprensione del disumano<\/a>.<br \/>\nL\u2019autonomia e le strane, inaspettate e inspiegabili propriet\u00e0 degli Iperoggetti ci fanno sentire come gli abitanti di Flatlandia alle prese con una mela tridimensionale.<br \/>\n\u00c8 un pensiero abbastanza inquietante, una volta che ci si abitua. Per dirla con Percy Shelley: \u201cthe awful shadow of some unseen power\u201d.<br \/>\nSecondo OOO, le conseguenze di questa situazione paradossale sono poche e semplici: in primis, non siamo pi\u00f9 centrali, per cui la nostra rilevanza ontologica \u00e8 la stessa degli altri oggetti; in secondo luogo, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun \u201cmeta-\u201d: metalinguaggio, metanarrazione, metafisica e via dicendo. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 esterno, perch\u00e9 la distanza \u00e8 un costrutto fisico e ideologico ideato per proteggerci dalla vicinanza delle cose e delle persone<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup><sup>[11]<\/sup><\/sup><\/a>. Abitare nella tecnosfera vuol dire accogliere il non-umano nelle nostre vite, prendere coscienza che esso vi gioca un ruolo fondamentale. Siamo creature sintetiche, come <a href=\"https:\/\/3dprint.com\/84180\/3d-printed-tortoise-shell-fred\/\" target=\"_blank\">Fred the Tortoise<\/a>.<br \/>\nLe teorie di OOO convergono verso una serie di riflessioni comuni a diverse discipline, che sono concordi sul fatto che, per risolvere l\u2019impasse a cui stiamo andando incontro, \u00e8 necessaria una profonda revisione cognitiva. Bisogna acquisire un nuovo punto di vista su noi stessi e su ci\u00f2 che ci circonda, perch\u00e9, se quello che chiamiamo progresso corre pi\u00f9 veloce della nostra fantasia e ha mandato in crisi la fantascienza, dobbiamo fare i conti con il pi\u00f9 grande blackout epistemologico della nostra storia.<br \/>\nNella prospettiva dell\u2019arte questa \u00e8 una tragedia o un gran colpo di fortuna, dipende dai punti di vista. Probabilmente dovremo riconoscere alla visione una lauta liquidazione per il gran lavoro svolto finora, riportarla dentro il nostro corpo e muovere i primi timidi passi in un mondo che, a quanto pare, ha molte sorprese in serbo per noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Note:<br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> Le numerose crisi del capitalismo neoliberale suggeriscono che non siamo di fronte al solito schema, in cui nuove tecnologie e nuove organizzazioni di potere e produzione emergono per riconfigurare la Natura in strategie produttive inedite. Oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 complicato ottenere risorse (umane e non) a basso costo. Non stiamo assistendo alla transizione da una fase del capitalismo a un\u2019altra, bens\u00ec alla crisi delle strategie e delle relazioni che hanno permesso e supportato l\u2019accumulazione del capitale negli ultimi cinque secoli (cfr. <a href=\"https:\/\/www.versobooks.com\/books\/1924-capitalism-in-the-web-of-life\" target=\"_blank\">Jason W. Moore, <em>Capitalism and the Web of Life. Ecology and the accumulation of capital<\/em>, Verso Books, London 2015<\/a>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a> Osservare nel senso galileiano del termine: acquisire, cio\u00e8, una distanza critica dall\u2019oggetto. Fu Heisenberg ad affermare che l\u2019osservazione di un fenomeno esercita un\u2019influenza su di esso, promuovendo una visione della realt\u00e0 come rete inseparabile di relazioni. Il tramonto dell\u2019obiettivit\u00e0 scientifica ha spinto le altre discipline a interrogarsi sull\u2019arbitrariet\u00e0 della visione come atto isolante. L\u2019occhio disincarnato del pensiero occidentale \u00e8 tramontato, assieme all\u2019idolo della torre.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a> Relazioni, metadati e pattern comportamentali: gli stessi elementi sono parte dell\u2019equazione della sorveglianza. L\u2019NSA (National Security Agency) ricava il profilo di una persona attraverso le tracce che questa lascia nel cloud. Il pattern ricavato ne determina il grado di pericolosit\u00e0, in altre parole, ci dice se quell\u2019individuo \u00e8 un obiettivo o meno. Nelle parole del generale Michael Hayden: \u201cWe kill people based on metadata\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a> Non \u00e8 forse il caso di abolire le espressioni come: \u201csono un artista che lavora con la fotografia\u201d. Qual \u00e8 il problema di dire \u201csono un fotografo\u201d? Che la fotografia ha anche un settore commerciale? Perch\u00e9 non chiamarci solo artisti?<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup><sup>[5]<\/sup><\/sup><\/a> Il linguaggio con cui ci riferiamo alle immagini \u00e8 un esperanto che mescola l\u2019intramontabile dizionario della fotografia e lo sport. Descriviamo dispositivi e contenuti nei termini delle loro prestazioni, come se fossero agenti autonomi e tra i nostri compiti vi fosse quello di monitorarli.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup><sup>[6]<\/sup><\/sup><\/a> Dal 2011, James Bridle segue molti di questi fenomeni su The New Aesthetic (<a href=\"http:\/\/new-aesthetic.tumblr.com\/\" target=\"_blank\">http:\/\/new-aesthetic.tumblr.com\/<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup><sup>[7]<\/sup><\/sup><\/a> La tecnosfera fa riferimento a quella parte dell\u2019ambiente terrestre dove la diversit\u00e0 degli artefatti tecnologici espande la sua influenza nella biosfera.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a> Una delle idee pi\u00f9 importanti della cultura visuale, basata su recenti scoperte neurologiche, \u00e8 la convinzione che la visione non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 relegata a un solo organo, ma un meccanismo che coinvolge tutto il corpo attraverso complicati sistemi di feedback. I nostri corpi, tuttavia, vanno reinterpretati come estensioni e vettori dei network: trasmettiamo dati, clicchiamo, produciamo materiale visivo, interagiamo, creando collegamenti. Lo sguardo diventa allora un\u2019entit\u00e0 complessa che richiede un processo di decostruzione a pi\u00f9 livelli.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a> <em>District 9<\/em>, in questo senso rimane una lezione sui generis: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=DyLUwOcR5pk\" target=\"_blank\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=DyLUwOcR5pk<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\"><sup><sup>[10]<\/sup><\/sup><\/a> Il mondo, cos\u00ec come lo conoscevamo, \u00e8 finito con l\u2019invenzione del motore a vapore e i testi nucleari in New Mexico nel 1945. Questi due eventi hanno segnato l\u2019incremento logaritmico nelle azioni dell\u2019umanit\u00e0 come forza geologica. Nel momento in cui la nostra storia coincide con quella della Terra, il mondo come termine non ha pi\u00f9 senso di esistere, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 un concetto operativo. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun \u201cfuori\u201d, ci siamo completamente identificati con essa. Suggeriamo in questi casi l\u2019ascolto dell\u2019album <em>Document <\/em>dei REM (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Z0GFRcFm-aY\" target=\"_blank\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Z0GFRcFm-aY<\/a>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup><sup>[11]<\/sup><\/sup><\/a> L\u2019accumulazione capitalistica non pu\u00f2 pi\u00f9 far conto sullo sfruttamento irresponsabile della natura (umana e non). Da pi\u00f9 parti \u00e8 emersa l\u2019esigenza di destituire la dicotomia Capitale e Natura, preferendole concetti come capitale-nella-natura e natura-nel-capitale, per iniziare a concepire l\u2019umanit\u00e0 in un contesto di interazione inevitabile con forme viventi e non viventi, elevando la rete a metafora cognitiva principale. La separazione e la distanza creano le dicotomie di cui si alimentano sfruttamento, razzismo, segregazione, crisi ecologiche e gli altri problemi irrisolti del capitalismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!-- default-view.php -->\n<div\n\tclass=\"ngg-galleryoverview default-view \n\t\t\"\n\tid=\"ngg-gallery-44e00093f60a392e812ace14b921aebf-1\">\n\n\t\t<!-- Thumbnails -->\n\t\t\t\t<div id=\"ngg-image-0\" class=\"ngg-gallery-thumbnail-box \n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\" \n\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"ngg-gallery-thumbnail\">\n\t\t\t<a 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